Quarta Ondata e Variante Sudafricana

Sono eccitata come una scolaretta al primo appuntamento con Noel, il bagnino fustacchione e bel tenebroso conosciuto nell’ultima vacanza estiva a Corfù fatta assieme a Mariarita al termine degli esami di maturità. Non so voi, ma tutto questo parlare di varianti sudafricane, di quarte ondate, mi rimanda a scenari estivi ed esotici, fatti di sole, mare, tavole da surf, tuffi in acque salate e spumose, tormentoni musicali, “schiuma parties”, “cocktails”, “drinks”, balli scatenati e animazione in spiaggia. Finalmente torna un po’ di pathos, un po’ di brio, abbiamo nuovamente l’occasione di sculettare come delle fiche isteriche sulle note di “Chihuahua” di DJ BoBo.

Davvero, non mi sarei mai aspettata che questo ormai biennio potesse essere così denso di avventure scatenate ed esilaranti, di virus birichini che ci costringessero alla fuga continua, a distanziarci, ma comunque a “fare l’amore con le parole”, chiusi nelle nostre magioni in modo da riscoprire gli antichi valori della tradizione, come cuocere il pane insieme al nostro compagno Antonello, scambiandoci quegli sguardi di intesa da commedia romantica americana, o magari, perché no, radunarsi attorno al camino per ascoltare le storie di nonno Mario, con il suo odore di anziano vissuto mentre aspira voluttuose boccate di fumo dalla sua pipa. Insomma, immergersi nuovamente in questi scenari un po’ bucolici, un po’ rupestri, che rimandano a distese di campi di grano, alla cooperazione, alla famiglia tradizionale, unico baluardo su cui fondare la nostra società e da cui ripartire, in modo da poterci riscoprire comunità a partire dalle fondamenta, lasciare che tutta la ricchezza si accumuli all’interno del nucleo originario e, perché no, riproporre la grande tradizione dei matrimoni combinati, magari tra cugini o, suvvia, anche tra fratelli e sorelle, con lo scopo di preservare la purezza della razza e dare alla luce una prole di esseri perfetti, privi di qualsivoglia difetto genetico, per sentirci un po’ più regali, alla stregua di faraoni.

O no, porca di quella puttana? Non siete eccitate quanto me all’idea di nuove chiusure, di sentirvi nuovamente patrioti con l’uccello in mano sui più beceri siti pornografici?

Insomma, prepariamoci a questa nuova ondata di scatenata allegria, ne vedremo delle belle, cari amici e care amichesse, non sto più nella mia pellaccia rugosa e aggrinzita!