Mar Marasma

E’ quel timor d’amar, nel mar marasma,
che porta me nel fondo dell’abisso,
ancor mi percepisco parco scisso,
in lotta con l’ennesimo fantasma.

Tormente, venti, fuoco, in lotta eterna,
si staglian grevi, emanan fumi foschi,
fiammate brevi incendian verdi boschi,
e in un letargo nero vita iberna.

Tradito, il mio tradir traduco e stride
con quella fede cieca ai motti d’alma,
mia guida e musa. Il tempo della calma
intento e attento attendo, mentre incide

sul cor quella luttuosa lama acuta
ch’insiste e il sangue scorre e si raggruma
asfittico, mi schiaccia e mi consuma,
perché la colpa mia è cosa dovuta.

Preghiera per chi soffre

Papà,

ho bisogno di chiederti una cortesia.

Riesci a mandare un segno a chi soffre?

Puoi mandare un messaggio a chi fa i conti con i propri tormenti interiori e non riesce a venirne a capo?

Puoi indicare la via d’uscita a chi si è perso all’inferno, come hai fatto con me, che una volta fuori ho scoperto di avere dei talenti che non sospettavo di avere?

Ho navigato a lungo nel buio e adesso so orientarmi, mi sono immerso a lungo in acque profonde e adesso so tollerare l’enorme pressione e di questo ti sarò eternamente grato.

Ora lo so bene, che non sono solo.

Non siamo soli.

Amen