Chiudi Gli Occhi

Le foglie mosse, tacite, dal vento,
ch’osservi mentre ondeggiano soavi,
già mandan via lontano certi ignavi
e placano il dolor del tradimento.

E non ti riconosci, quasi a stento,
nei tempi ormai lontani, quando urlavi
e immerso con il fango te ne stavi,
e tutto quell’ardore pare spento.

Eppure quella fiamma ancora brucia,
ci s’alza ancora in piedi, pur feriti
da mani che t’abbassan sui ginocchi.

Che il tempo certi graffi ormai ricucia
e scuoti le tue vesti dai detriti,
e ignuda t’addormenti; chiudi gli occhi.

In Eterno

Chi porta verità vive in eterno,
nell’opere compiute sulla terra,
umano, appare fermo, stanco ed erra
lontano ormai dal gelo dell’inverno.

Risorta è la realtà, l’amor fraterno
sarà sempre più forte della guerra
e lesto, ritto, il contrattacco sferra,
invano porteranno qui l’inferno.

E scende sera, ancora passi avanti,
per dove non è noto ma si libra
nell’aria d’una fresca primavera;

quell’aria ricompone l’alma intera,
congiunge i suoi frammenti, adesso vibra,
si ama solamente in certi istanti.

Sospesa

Sospesa, nel tepore d’una casa
che ha crepe sui soffitti e cade a pezzi,
di morti dalle mura son gli olezzi,
d’insetti ormai completamente invasa.

Appesi, nel livore che ti intasa
le siepi così fitte ormai disprezzi,
assorta, dell’incuria paghi i prezzi,
gli effetti ormai della tua mente evasa.

Alterchi quasi invano su disguidi
e sporgi, un po’ testarda, allo scoperto;
difenditi indisposta, tu non strisci;

attendi una risposta, intanto agisci
e volgi quel tuo sguardo in mare aperto
in cerca d’una mano che ti guidi.

Un Gesto d’Affetto

Le verdi foglie fruscian con il vento,
zittiscono inquietudi e frenesia,
sovente di dolor anestesia,
che non guardiamo mai, se non a stento.

E vedi spoglie, lascian te un po’ spento,
svaniscon gioventudi, che eresia!
Assenti i grandi amor, per amnesia,
ché non ci amiamo, sai, solo l’ostento.

Passano i giorni e di quel ragazzetto,
schiacciato e servo dell’altrui volere,
non resta che nostalgico ricordo;

un re sta, alquanto energico, un po’ sordo,
lanciato verso lotte di potere,
spera ritorni anche un gesto d’affetto.

Nomadi

Non siam che nomadi in cerca di casa,
anime in pena da sempre assetate,
senza una bussola, disorientate,
da nebbia questa via è talvolta invasa;

non si è mai monadi, d’ombre è pervasa
l’energia in piena, ma ben colorate,
non ci scombussolan cose scontate;
si debbia il cuor, è già tabula rasa.

E scivolan salate, per fatica,
le lacrime che lavano il dolore
e sciolgon vecchi nodi ormai più lievi;

e dolgon gli occhi, godi dei sollievi,
le acredini si levano e l’umore
sollevano. Lasciamo la via antica!



Mattino

Il tempo scorre e spesso non viviamo
la vita che vorremmo per timori
atavici; lasciam perdere amori
e quella fiamma ardente noi spengiamo.

Eppur quante occasioni spesso abbiamo
di smetter d’esser cani come attori
di liberarci di vecchi rancori
verso color che sovente invidiamo.

È l’alba e il cielo nero si schiarisce,
volatili bisbiglian suoni acuti
nel fresco ricreante del mattino.

Chiaror ch’invita a non star più supino
dinanzi a carcerieri che stan muti,
padron d’un mondo grigio ch’assopisce.

A Filippo

E giunge l’ora di mettersi in viaggio
per te, fratello, partenza improvvisa;
lasci una valle di lacrime intrisa
ma anche di rose che sbocciano a Maggio;

quanto ci lasci è un profondo messaggio
d’anima bella, irrequieta, precisa,
a cui mediocrità spesso era invisa,
che mai del conformismo cadde ostaggio.

Un uomo libero in volo nel cielo
forse sorride a chi resta qui, colto
da quest’addio ch’assomiglia a un inghippo;

e tutto è invece scontato e risolto
per chi leggero, solleva quel velo
che copre tutto. Buon viaggio, Filippo!

Incontri e Addii

Incontri e addii questo tempo che passa
scandiscono, e ritornano talvolta
ricordi che memoria avea sepolta
d’amici cui membranza mi rilassa.

Un’epoca d’un’alma ch’in matassa
di nodi costringeva ed era avvolta;
lo veggo con chiarezza, è ormai disciolta
e tutto quel dolore s’oltrepassa.

Ritornano fratelli di quell’era,
rinati, frastornati dalla vita
che a volte duri colpi sa ferire;

eppur bisogna starci nel patire,
perché la gran virtù venga carpita:
pazienza, dona forza, quella vera.

In Un Sogno

All’improvviso in un sogno l’apparve
e le sovvenne il ricordo remoto
di quell’amico vicino, devoto,
e come un tempo già tutto le parve.

La luce da quel corpo suo trasparve
e quanto proferito le fu ignoto,
ma quel suo sguardo vivo causò moto
nel cuore suo, finché egli non scomparve.

Le lacrime riempirono il suo volto,
di gioia e di dolore. Quell’istante
le parve quasi eterno, dando vita;

e un Dio lei ringraziò, per aver colto
quel dono del suo amico ormai distante,
di forte amor tremaron le sue dita.

Vecchi Dolori

A volte bruciano vecchi dolori,
s’avverton come fiamme dentro al petto
ricordi che tramutan ogni affetto
in nero, che soverchia altri colori;

bruciano meno e hanno nuovi sapori,
di tradimento e abbandono han l’aspetto,
ma restan lì, non mi chino al cospetto
e attendo si dissolvan, quei livori.

E la ferita diviene un passaggio,
stretto ed angusto, ma un passo in avanti
verso una luce ormai placida, calma;

e quel bruciare diviene un messaggio,
spengo i pensieri, è questione d’istanti
e troverai nuova pace, o mia alma!