E Finché Vivo

È un canto seducente d’usignolo,
d’altrui debilità e cupidità,
intanto, è già esauriente e spicca il volo.

Diffido dello sponsio autoritario,
di cui, in prosperità, fatto viltà,
è infido ed il responso è ben precario.

Miei demoni, mia vita, o grande Divo,
egemoni, m’affido; e finché vivo.




Promesse

Promesse di potere seduttrici,
malcelano posticce libertà,
promesse di sirene ammaliatrici
trapelan da maestri d’omertà;

repressi i lor voleri, meretrici,
non svelano gli impicci, in sicurtà
repressi gli ori e averi, schernitrici,
già belano, senz’estro, in povertà.

E son terribili giorni di lotta,
e scontri senza sconto contro l’ombra
che veggo e che progetto fuor di me,

ma seggo da reietto, e dunque, ahimé
m’incontro e poscia affronto quanto ingombra.
Mi sento orribile, torno alla grotta…