Incontri e Addii

Incontri e addii questo tempo che passa
scandiscono, e ritornano talvolta
ricordi che memoria avea sepolta
d’amici cui membranza mi rilassa.

Un’epoca d’un’alma ch’in matassa
di nodi costringeva ed era avvolta;
lo veggo con chiarezza, è ormai disciolta
e tutto quel dolore s’oltrepassa.

Ritornano fratelli di quell’era,
rinati, frastornati dalla vita
che a volte duri colpi sa ferire;

eppur bisogna starci nel patire,
perché la gran virtù venga carpita:
pazienza, dona forza, quella vera.

Attesa Paziente

Attenderà paziente, in questo limbo
tedioso in cui, sospeso e stretto al chiuso,
t’adagerà, presente, presto schimbo,
eroso lui, da, offeso in petto, abuso.

Sorriderà, serpente, in testa un nimbo,
astioso fa, già illeso, incetta, ottuso,
pretenderà possente festa, è un bimbo
ansioso; inteso è che a vendetta è uso.

Zoppo, or procede, ferito e rabbioso,
il sangue dall’aroma ferrugineo
eccede, e mostra i denti già fremendo;

non siede o prostra, e sente un mal tremendo,
troppa in sé fede e alla vita, penoso,
esangue, quasi in coma, mai apollineo.

Gratitudine

Siedo la mente svuotata con gli occhi
chiusi da solo già affondo col cappio
al collo stringe l’estremità altra
grave una pietra rallenta il cammino
col mondo attorno ormai fermo lontano
distanti tempi di abbracci bramati
ora che il Grande Fratello ha vietato
stringersi amarsi donarsi trovarsi
solo mi affido alla speme e all’imago
d’un Padre assente che tace ed attende
che il figlio suo si rimetta in ascolto
a quella guida seconda paterna
le cui tenzioni sol’ora comprendo
a quei fratelli che sfidan la sorte
brindano insieme al presente e al futuro
vecchi compagni che mandan parole
aman rimembrano mostrano e sono
quei consanguinei silenti discreti
sì rispettosi dei silenzi miei
e quella donna con tanta passione
legge e gran sete di vero trasmette
dalle sue lenti e dagli occhi sì freschi
erge il dolore a cui resta legata.