Il Morto del Giorno

Osservo il comportamento dell’utenza qui sulle reti sociali con il distacco tipico dello scienziato, applicando l’acuto occhietto del chimico o del medico a caccia della diagnosi, corrucciando la fronte come a voler ottenere maggiore concentrazione. Quello che constato è la capacità che hanno le masse di addolorarsi a comando. Il morto del giorno rimpiazza immediatamente quello del giorno precedente, caduto nel dimenticatoio, e questo la dice lunga sull’autenticità del vostro dolore. Siete sicuramente addolorati per la scomparsa di codeste celebrità, posso percepire, toccare con mano, il dolore della vostra perdita, dimandandomi, sovente, se sarete in grado di andare avanti nella vostra vita intensa, nonostante questo lutto, questa perdita atroce che dilania le vostre alme straziate, ma stasera sarà tutto finito, perché c’è l’addio al nubilato di Kelly, e sapete bene, care Mariarite, che sarà Naomi a rubarvi la scena, pur con la sua bellezza artefatta, sarà lei a fare colpo su Mitch, il “personal trainer” del centro “fitness” di Piazza San Babila, mentre schiere di uomini adulanti imploreranno le sue attenzioni e lei ne avrà un po’ per tutti, e voi, care Mariarite, tornerete a casa e affonderete la testa nel cuscino in lacrime, ma non avrete il coraggio di tagliare i ponti con Naomi, la vostra odiata migliore amica che vi ruba costantemente gli uomini, ma che vi serve come metro di confronto, come termine di paragone, per capire dove sbagliate, per carpire i segreti del suo fascino, per ottenere una volta per tutte l’agognato uccellone che, lo so bene, meritate più di quella gatta morta ape regina di Naomi.

Insomma, care Mariarite, il morto del giorno sarà sempre Naomi, e non servirà morire tutti i giorni per ottenere le attenzioni di Mitch, ogni speranza di assomigliare alla vostra odiata amica sarà inutile e vana, sarete sempre la sua ombra, in una coazione a ripetere indissolubile, destini tetri e miseri senza via d’uscita, senza scampo.

Dimenticavo: 🥰😍😘

La Morte del Principe Filippo

Leggo i titoli dei giornali che commemorano la morte del principe Filippo e vedo un concentrarsi su due principali tematiche: lo stare “un passo indietro” alla moglie Elisabetta e le sue gaffe. Giustamente è morto un uomo, un “first man”, una “non-donna”, è bene concentrarsi soprattutto sui suoi difetti e sui suoi limiti, in fin dei conti noi donne lo abbiamo capito, noi donne forti, noi madri e lavoratrici, multitasking e dotate di un cervello più evoluto, superiori al maschio in tutto e per tutto, lo sappiamo ormai bene, forse lo abbiamo sempre saputo: non abbiamo bisogno di ometti, seguendo il virtuoso esempio della Svezia potremo essere in grado di riprodurci da sole anche in Italia, senza la necessità di congiungerci carnalmente con questi cosiddetti “uomini”. È meraviglioso questo progresso, siamo finalmente libere dall’oppressione patriarcale, libere di inseguire i nostri desideri, mutevoli giorno per giorno, ora dopo ora, come foglie al vento, in un perenne e inconcludente “qui e ora” e, dunque, lunga vita alla Regina Elisabetta II, che costituisce esempio di sovrana virtuosa, che ha ricevuto il potere per conto di Dea Madre, per intercessione della Figlia e della Spirita Santa, che per marito ha avuto un’appendice che, pensate un po’, ogni tanto osava contraddirla. Come si è permesso, questo cosiddetto “Principe”, di contraddire una donna che ce l’ha fatta grazie anche alle nostre battaglie femministe, le stesse battaglie che hanno aiutato Margaret Thatcher e Angela Merkel a prendere il potere? È tutto merito del femminismo, perché femminismo vuol dire pace, vuol dire sorellanza, vuol dire uguaglianza. In fondo siamo uguali, noi donne e non-donne, i sessi sono solo un’invenzione del patriarcato. Guardate me, prendete esempio dalla sottoscritto, con quanta fluidità sono capace di passare da uomo a donna. Come insegna la meccanica quantistica, se non mi osservate, vi è in me una sovrapposizione di stati, posso essere maschio e femmina allo stesso tempo, avere il cazzo e la fica nel medesimo istante e solo osservando il fenomeno che sono permette di far collassare la mia funzione d’onda e determinare che io sia uomo o donna con una data ampiezza di probabilità. Come potete vedere, la teoria del gender fluid trova ampio riscontro nella fisica moderna, è scienza allo stato puro e, come insegna il mantra, la scienza non è democratica. Abbiamo finalmente raggiunto, con il positivismo, con il Coprifuoco e progresso, una verità assoluta.

Resta comunque ferma una questione di carattere geopolitico che ho avuto modo di menzionare qualche tempo fa: pace all’anima del Principe Filippo, ma ribadisco la mia diffidenza nei confronti di un popolo che non utilizza il bidet.Forse solo lui avrebbe potuto dircelo.

Se la fica di Elisabetta II puzza.

Di cheddar.