Sospesa

Sospesa, nel tepore d’una casa
che ha crepe sui soffitti e cade a pezzi,
di morti dalle mura son gli olezzi,
d’insetti ormai completamente invasa.

Appesi, nel livore che ti intasa
le siepi così fitte ormai disprezzi,
assorta, dell’incuria paghi i prezzi,
gli effetti ormai della tua mente evasa.

Alterchi quasi invano su disguidi
e sporgi, un po’ testarda, allo scoperto;
difenditi indisposta, tu non strisci;

attendi una risposta, intanto agisci
e volgi quel tuo sguardo in mare aperto
in cerca d’una mano che ti guidi.

A Non Finir Travolti

E diamo dunque un senso a questa vita,
a non finir travolti dalle ondate
di merda; e nuova via venga esperita.

O quante decisioni già evitate,
o guardati da chi sempre t’addita
e muta in freddo inverno calda estate.

Respingi i tuoi nemici, perché invasa
da giudici implacabili codardi,
che spengon desideri per cui ardi,
è proprio, guarda caso, la tua casa.

Fermo

Già strattonato da fulmini avversi,
qui ambulo, sull’or della vorago,
preambolo d’un cor che, giammai pago,
è avvelenato da uomini persi.

Eppur ne ho visti di cieli più tersi,
perspicui, non ne ho ricordo vago,
ma ambigua giunge a me una sorda imago,
oscura insiste su fieli sommersi.

Dunque m’arresto, sperando quïete,
pace deterga l’antichi veleni,
conduca salda prudenza e consiglio

e non traduca gaudenza in scompiglio.
Che luce emerga dai buchi, ripieni
d’acque, ben presto, spengendo la sete!