Buon duemilaventidue

In molti attendevano un mio messaggio augurale di fine anno, ho ricevuto svariate missive che mi imploravano affinché potessi fare anche io un bilancio di questo duemilaventuno. Naturalmente non è vero, questa pagina ha perso nel tempo utenti e utentesse, “likes” e “reactions”, e forse è meglio così. Siete i soliti quattro gatti a commentare, in cerca di qualcuno che vi comprenda, che vi distragga dalla vostra routine mortifera, eppure sento anch’io che questa pagina diviene sempre più stantia, sempre più ingrigita. Manca l’entusiasmo dei primi giorni, della novità, ormai questo blog assomiglia sempre più a un matrimonio bianco, manca il pepe, la seduzione, l’innamoramento è giustamente scemato e si è tramutato in un tiepido affetto, stima, forse amicizia, perché no.

Eppure, sono comunque eccitata come una scolaretta, pensando a voi pochi che seguite e autenticamente commentate, senza doppi fini, senza “likes” strategici che seguono ad altrui “likes”, quei “likes” che sanno di controllo ipocrita, di insicurezza, di passivo-aggressivo, insomma, quei “likes” che potete candidamente ficcarvi nel culo, senza passare da questa bettola in cerca di attenzioni.

Va bene così, auspico che la pagina perda sempre più “followers” e che incrementi il proprio coefficiente di Stalinismo, sapete bene che sono un’amante degli espropri e delle patrimoniali, per una sana ridistribuzione del reddito e una cicciosa detassazione dei redditi di impresa e da lavoro.

Anche l’anno prossimo, non cambiate assolutamente nulla delle vostre vite, restate dove siete, non osate sognare un futuro migliore, non cambiate lavoro, non cambiate paese, non lasciate vostra moglie per la vostra amante più giovane, più bella, più sveglia, più comprensiva. Restate lì, a prendere la polvere, a invecchiare nelle vostre certezze di plastica, esattamente come la sottoscritta, la quale sta per farvi una grande rivelazione: dietro questa pagina si nasconde il prossimo Presidente della Repubblica.

Insomma, buon duemilaventidue, che sia un anno arido e inconcludente per noi tutte, esattamente come il duemilaventuno.

Abbasso il patriarcato, abbasso la fica, viva Stalin!

🥰😍😘

2020 – L’Uomo Nuovo della Società Liquida

Auguro a voi tutti, per questo 2020, a grandi e piccini, di inseguire unicamente i vostri successi scolastici, sportivi, professionali, e a questo scopo di passare sopra chiunque, familiari, partner, amici e colleghi, di essere ambiziosi in maniera ossessiva e di competere il più possibile, in maniera anche sleale, spingendo unicamente sulla rabbia e sulla volontà di potenza, dimenticando gli altri sentimenti, in particolare l’empatia e la compassione verso il prossimo.

Siate camaleontici, molteplici e irripetibili, confondete le acque, fingetevi amici di chiunque e poi, quando è il momento, colpite alle spalle, agite, scalate i vertici, prendetevi quello che vi spetta.

Ricordate che i deboli sono in realtà invidiosi della vostra determinazione e che utilizzano la loro fragilità per farvi sentire in colpa e distrarvi dai vostri reali obiettivi. Ignorateli, come si permettono di ostacolarvi?

Siate leader e individualisti, tutti. Gonfiate i vostri ego, fateli diventare ipertrofici, esaltate i vostri narcisismi fino a procurarvi un orgasmo spontaneo. Lottate per il potere, di qualsiasi natura esso sia, percepitene l’euforia e combattete per non rinunciare a quella sensazione di onnipotenza, scannatevi tra voi, fate in modo che nessuno si senta migliore di voi, al contrario, siate voi migliori di tutti gli altri, tutti quanti, tutti quanti voi.

Siate degli Dei, scalate le gerarchie Celesti, sostituitevi al Creatore, anzi, provate a fargli le scarpe e rovesciarlo, a proporre una nuova idea di Universo.

Andate avanti così, generazione liquida, fluttuanti nello spazio aperto, privi di confini, superate qualsiasi vostro limite umano, sempre e comunque, non accontentatevi mai, mai e poi mai. Siate costantemente in tensione verso il miglioramento, costantemente in ansia, ventiquattro ore al giorno.

Dopo di che svegliatevi, guardatevi allo specchio e accettatevi per quello che siete: una manica di schiavi incapaci di dirsi la verità.

Ciò nonostante, vi amo comunque.

Perché questo sono anch’io.

Preghiera dell’Anno Nuovo

Ieri, una corsa nella nebbia milanese, per diradare le mie, di nebbie.

Domani, ultimo giorno dell’anno 2019, l’ultimo giorno di questi anni Dieci, preludio all’ingresso in un nuovo decennio, gli anni Venti.

Oggi, iniziamo a fare bilanci e a progettare, per l’anno 2020, verso il 2020.

E allora.

Andiamo avanti, in questo cammino di vigilanza e attenzione alla nostra voce interiore.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la libertà e la sicurezza, due aspetti diametralmente opposti da far lavorare in armonia, per la nostra gioia, serenità, pace e, soprattutto, dignità.

Andiamo avanti, in questo cammino di crescita, di tensione verso l’età adulta.

Andiamo avanti, in questo cammino di apprendimento al dono, in particolare al dono di noi stessi agli altri.

Andiamo avanti, in questo cammino di fiducia, fede, speranza, progettualità, ottimismo e realismo al contempo.

Andiamo avanti, in questo cammino di perdono e gratitudine verso chi ci ha dato la vita, avendo ben presente che le spinte esogamiche devono prevalere, perché solo confrontandosi con la diversità c’è crescita ed evoluzione, seguendo chi ha detto Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la bellezza.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la semplicità, verso l’essenziale.

Andiamo avanti, in questo cammino di individuazione, e non di individualismo.

Andiamo avanti, in questo cammino di bene per noi stessi, per il bene comune.

Andiamo avanti, in questo cammino di amore per noi stessi, per amare il prossimo nostro.

Andiamo avanti, in questo cammino verso l’Amore, in tutte le sue forme.

Andiamo avanti, in questo cammino verso la Totalità, verso un unico Dio, a immagine e somiglianza dell’Uomo.

Andiamo avanti, in questo cammino.

Perché Telemaco, senza paura, sappia che suo padre Ulisse sta arrivando.

Amen