Invano

E giunge, a volte, il tempo di fermarsi,
voltar lo sguardo a dolci rimembranze
sì pregne di fantasmi in viaggio, sparsi.

Ormai s’avanza soli e vecchie stanze
si svuotan, mentre giunge la catarsi
ch’appronta il nostro sprito a nuove danze.

E intanto corri sempre più lontano,
t’interroghi s’il viaggio avrà mai fine,
giacché a restar non fosti mica incline
e pace cerchi, attendi forse invano.

Verso il Monte

Davvero pensi d’osservare il mare,
che lieve ti lambisce e si ritira,
che scuro un po’ t’inquieta, un po’ t’ispira
a prendere il coraggio d’affrontare?

Non credi sia terribile restare
a riva, mentre il suono che sospira
dell’onda, senza meta un po’ t’attira,
e attende che ti possa ormai tuffare?

E, intanto, all’orizzonte, v’è un tramonto
di giorni ormai remoti e di valori
vetusti, ch’ora pesan come scogli;

consigli, ch’assomiglian ad imbrogli,
già storni, e vai lontano da quei cori,
su il manto, verso il monte, da ogni affronto!

Sipario

Lento procede il sipario calante,
lo sguardo perso, un mar di rimembranze
già s’agita e ti scuote ad ogni istante.

Spenti s’incede, che han fine le danze,
cuore deterso e per nulla distante
che palpita e percuote le tue istanze.

Tutto si svuota per farti leggero,
perché si allevi il tuo giogo e il tuo lutto,
perché si rompa il seme per dar frutto
e un riso solchi quel tuo volto austero.

Tresca

In alto un manto grigio e resti al chiuso,
galleggi in una nebbia meno fitta
e non v’è più ferita un tempo inflitta
che dolga, ché il dolor non è più eluso.

Eppure, per timor, resti recluso,
quest’oggi l’alma tua è impigrita, afflitta,
di sé si prende cura e resta zitta,
ché a sprecar fiato ormai più non sei uso.

L’estate s’allontana, l’aria è fresca,
soffuso un lume riempie questa stanza
e liberi la mente dai ricordi;

comprendi, l’ire spente, non più mordi,
deluso, già riprendi la tua danza
e corri via, lontan da quella tresca!

In Quegli Occhi

Vedo in quegli occhi di donna introversa
quei desideri e quei sogni svaniti
di gioventù che è da tempo dispersa;

e t’assomiglio, nei modi compìti,
nell’ampio mondo ch’ormai m’attraversa,
di cui già più non temo i bui, schiariti.

Oggi ti penso con cuore sereno,
son molti i nodi sciolti e son assenti
sgradevoli ricordi e tradimenti;
nel sangue mio non scorre più veleno.

Settembre

Un altro padre ingombrante soppresso,
che gioca a fare Dio, seppur ometto,
il qual mai più farà di te un oppresso;

e provi pena per lui, del suo aspetto,
negli occhi suoi non brilla alcun riflesso
giacché di sé egli è privo di rispetto.

Son rotte le catene, adesso vola
con gli occhi al cielo e i piedi sulla terra,
va verso nuove mete, corri ed erra;
che resti nel suo fango chi s’immola.

Agosto

E si galleggia in questo caldo tedio
d’agosto, finché pioggia non rinfreschi
la grigia giungla, vi ponga rimedio.

Mentre serpeggiano gattopardeschi
complotti, è chiuso il tempo dell’assedio
a quella corte in cui regnano teschi.

E a malincuor questo viaggio continua,
quante le terre raggiunte ed amate,
che paiono or desuete, abbandonate;
il tempo dell’addio oramai s’insinua.

Scelte

Tempo di scelte, tra colpe e timori
presunti, dato ch’oltre quella porta
v’è tutto un altro mondo, ch’ora ignori;

intanto, l’ombra lunga si fa corta
di chi, tronfio di gloria e grandi onori,
disprezzi ormai, con aria finta assorta.

Attendi, verrà tempo di risposte,
intanto tutto taccia, perché emerga
un pianto che il tuo cuore ora deterga,
sfiancato da un lottar di forze opposte.

Esperta Allieva

Infine, questo cuor trova la pace,
di giorni travagliati ad affrontare
arbusti pien di spine, attraversare
sentieri d’una mente assai mendace.

Rimorso e falsa colpa, o te, vorace,
rimordi di ricordi e sanguinare
lo fai fino a sentirti soffocare,
finché tutto finisce, tutto tace.

E splende finalmente questo sole,
e, guarda, infin per giunta si solleva,
già dopo il temporale, fresca brezza;

e dolce, questa pelle t’accarezza,
ormai, di tal dolore, esperta allieva,
sopporti stoicamente la sua mole.

Il Tuo Presente

Ebbro già vaghi, non sai dove andare,
rimani dove sei, non ti decidi,
e chi per via diritta va ora invidi,
mentre il passato continua a bruciare.

Ardono ancora, rimembranze amare
d’amori e d’amicizie andate, affidi
quel tuo fidato istinto ad altri lidi,
perché sol su di te potrai contare.

Ma adesso sprofondare vuoi soltanto
nel buio ardente del tuo caldo inferno,
l’oracolo ora tace, muto, assente;

e spesso a ricordare resti, affranto,
luce splendente, invero un freddo inverno
che gela ciò che conta, il tuo presente.