Il Senato affossa il ddl Zan

Quest’oggi ho pianto come una fichetta e, facendo un giro per le reti sociali e per le pagine amiche, mi rendo conto di non essere l’unica ad aver bisogno di una cremina lì dove non batte il sole. L’odierno affossamento al Senato del ddl Zan dimostra in maniera lapalissiana che, ora più che mai, il rischio che in Italia faccia ritorno un’era gravemente oscurantista è sempre più elevato. Viviamo in un paese in cui la prevenzione e il contrasto della discriminazione per sesso, genere e disabilità costituiscono ormai un’emergenza nazionale, ben più grave, lasciatemi dire, dei posti di lavoro che vanno persi, delle attività imprenditoriali chiuse, delle terapie intensive a rischio collasso e di una scuola pubblica con sempre meno strumenti a disposizione per garantire ai docenti di fare bene il loro lavoro. L’approvazione di questa legge avrebbe tramutato la nostra nazione in una Repubblica colorata e cucciolosa. Avremmo avuto un perenne carnevale per le strade, ricco di carri allegorici arcobaleno, in una festa senza fine, carica di febbrile entusiasmo per la vita e per la sessualità, naturalmente da non mettere assolutamente in pratica per evitare di incappare in un’accusa di molestie, ma celebrarla semplicemente come idea astratta. Avremmo abolito una volta per tutte le discriminazioni, avremmo cancellato per sempre l’odio, nel nome di una nuova umanità perennemente polarizzata verso i buoni sentimenti, ricacciando il male e dimostrando un’azione molto più efficace di quella perpetuata dalla Chiesa Cattolica, che per anni non ha fatto altro che minacciarci con lo spauracchio del peccato e del senso di colpa, costringendo noi donne, eroine multitasking, madri, operaie, imprenditrici e manager, a sposarci e a metter su famiglia.

Ciò nonostante, mi rivolgo a tutti voi, che mi seguite e che avete condiviso questa battaglia: non abbiamo bisogno di nessuna legge, su di essa vincerà sempre l’amore. Codesto è un insegnamento analogo a quello messo in pratica da Nostro Signore Gesù Cristo, debbo dire eccellentemente trascritto nei quattro Vangeli, che, ai tempi, quando furono pubblicati, sorpassarono letteralmente l’Antico Testamento nella classifica dei best-seller, con uno stile di scrittura assolutamente provocatorio e innovativo, nel narrare le gesta e le avventure scalmanate “on the road” in Galilea di quel mattacchione del Nazareno.

Cari utenti e care utentesse, non abbiate timore alcuno, mi sento di consolarvi in questo giorno molto triste anche per voi, che avete combattuto al mio fianco per questa battaglia di libertà, pace e democrazia: ove prevale l’amore, non vi sono codicilli e burocrazie che tengano. Quello che conta sono sempre e comunque i nostri sentimenti e credo che abbiamo comunque una gran fortuna a vivere in un’epoca che sta letteralmente superando quei vetusti sistemi di pesi e contrappesi. Grazie a Dea, la vita virtuale ha soppiantato completamente quella reale e, difatti, il potere legislativo, ahimè, quest’oggi ha fallito. Non è stato capace, in questo caso, di portare avanti una battaglia di verità assoluta, con un atto antidemocratico basato sul voto dei nostri parlamentari che riporta l’Italia indietro di almeno novant’anni. Se fosse dipeso dai nostri cosiddetti “likes”, quest’oggi avremmo avuto un paese più aperto, più inclusivo, più democratico.

Non preoccupatevi, cari amici e care amichesse, forse i tempi non sono ancora maturi, ma presto o tardi saranno sufficienti “Mi Piace” e condivisioni, per far approvare le leggi che piacciono a noi.

Sarà quello il momento in cui potremo finalmente costituire un nuovo ordine mondiale e abolire per sempre il male.

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