Ribolle frenesia

Ribolle frenesia di bestie in gabbia,
di mondi, d’universi immaginati,
perché noi non s’affondi nella sabbia;

teniam la schiena dritta, belli issati,
piangiamo via ogni lacrima di rabbia,
restiamo a questa vita ancor grappati.

Ché questo viaggio è soltanto all’inizio,
cannoneggiando, vi lascio un indizio.

Incremento dei Vaccini

Quest’oggi l’ammontare di vaccinati ha superato quota tre milioni. Gli annunzi del governo prevedono un incremento di dosi giornaliere a partire dal prossimo mese. Se davvero si raggiungerà la quota di cinquecentomila vaccinazioni al giorno, teoricamente in circa quattro mesi, tutto il popolo italiano avrà ricevuto la sua bella dose e le gabbie saranno lentamente aperte.Ora, ne ho scritto spesso, e lo ribadisco: siamo proprio sicuri di voler tornare alla vita di prima? Quanti battesimi e matrimoni abbiamo saltato grazie al Covid? Quanti noiosi pranzi in famiglia abbiamo evitato? Davvero, c’è qualcuno di voi che si diverte a pranzare con genitori e suoceri? Quanti aperitivi, quante pasquette, quanti capodanni, quanti eventi di gruppo in generale ci siamo risparmiati, circondandoci di gente con cui non abbiamo nulla in comune e della quale non ci interessa assolutamente nulla, purché ci siamo, purché siamo presenti, purché non si dimentichino di noi, ma soprattutto, purché non parlino male di noi, visto che se, siamo presenti, non potranno farlo?

Siamo proprio sicuri di voler tornare alla vita di prima? Non abbiamo fondamentalmente riassaporato il piacere di una vita sobria, ma soprattutto, non abbiamo finalmente ritrovato del tempo per noi, per fare davvero quello che ci piace, invece di ammazzare il tempo senza costruire nulla? Magari molti di noi si sono riempiti il culo di acquisti su amazon, siamo d’accordo, ma non ci siamo forse sentite libere da quest’obbligo patologico di uscire, di spendere e di spandere solo perché è sabato, e di vedere delle facce di merda come la nostra, come la mia?

Sul serio, non so se sono pronta a tornare alla vita precedente, un po’ come quello stronzo di Novecento in “La leggenda del pianista sull’oceano”, il quale, nel momento in cui sta per mollare la nave su cui è nato e cresciuto, decide che non ha nessun interesse a visitare la terra ferma e di restare su quella mastodontica imbarcazione, che tutto sommato lo faceva sentire coccolato, al sicuro e sono ben contento di aver spoilerato una parte del film. Se non l’avete visto, la colpa è solo vostra.

Viva La Scuola

Mi capita di riflettere sul ruolo che svolge la scuola italiana nel formare le giovani generazioni. So che ci sono diversi docenti che seguono questa porcata di blog, per cui avendo nei loro confronti una stima profonda per la loro preparazione e per l’impegno che mettono nel loro lavoro, mi costringerò a essere meno caustico del solito.

Mi tornano alla mente i tempi in cui frequentavo le scuole superiori e, di quel periodo, ricordo una certa difficoltà da parte dei miei docenti nel dare un’insufficienza e un debito formativo, per non parlare della bocciatura, una sorta di tabù divenuto inviolabile come l’incesto. Certo, ricordo bene che, provenendo da un contesto piuttosto piccolo, ero finito in una classe di figli di papà, molti dei quali avevano relazioni di tipo amicale o professionale con i professori o il preside stesso della scuola, di conseguenza questi rapporti non consentivano una certa libertà di movimento da parte del personale docente nel valutarci in maniera oggettiva. Del resto, non posso far la morale a nessuno, dato che io stesso sono figlio di un potentissimo cardinale, ma, in ogni caso, mi sovviene un episodio di ormai svariati anni fa. Avevamo terminato il terzo anno, scrutini in corso, una mia compagna di classe aveva preso voti molto alti nelle materie umanistiche, otto in filosofia, otto in storia, otto in italiano, sette in latino, ma, guarda caso, insufficiente in matematica e fisica. Nella gran parte dei contesti, con buona probabilità quelle insufficienze sarebbero state tramutate con un colpo di spugna in un sei politico, con lo scopo di non rovinare la sua media. Aggiungo che la ragazza in questione era figlia anche lei, tra l’altro, di un avvocato piuttosto conosciuto in paese. Bene, accadde qualcosa d’insolito quell’anno: il mio professore di matematica e fisica decise di tenere duro, nonostante avesse tutto il consiglio di classe contro, e la ragazza in questione fu rimandata nelle due materie. Fu alquanto curioso, quando uscirono i quadri, vedere esposta la sua media del sette e mezzo con due debiti formativi. Ricordo che ai tempi abbiamo tutti considerato quel docente un emerito stronzo, non solo noi studenti, ma financo alcuni suoi colleghi. Eppure, con il senno di poi, credo che quell’uomo vada in realtà considerato come un vero eroe, uno dei pochi che, in quel momento drammatico, ha creduto nella meritocrazia e si è mantenuto coerente. Del resto, nonostante fosse un professore piuttosto rigido, che sovente otteneva rispetto incutendo terrore, ha sempre svolto il suo programma con rigore e puntualità, portando avanti quei quattro gatti che capivano le sue materie. Tutto il resto della classe veniva puntualmente rimandato a settembre.

Ecco, mi rendo conto che, al giorno d’oggi, una cosa del genere sia estremamente difficile. Viviamo nell’epoca morbidosa in cui bisogna preservare la sensibilità dei fanciulli e stare attenti a non ferirli e a non causar loro troppi problemi. Del resto, è davvero indecoroso vedere come indegni genitori si rivoltino contro i docenti se questi ultimi si mostrano eccessivamente severi, ma voglio fare un appello ai miei cari professori che mi seguono, anche se non credo ne abbiano bisogno, ma nonostante tutto ci provo lo stesso: non abbiate alcun timore riverenziale nei confronti di questi genitori falliti, questi disastri che hanno dato immeritatamente frutto in una scopata che avrebbero dovuto risparmiarsi e che, proteggendo i loro rampolli con questo mammismo castrante, hanno dato alla luce una generazione di molluschi che, non appena sbattuti nel mondo del lavoro, si renderanno conto di come la realtà sia ben diversa e saranno costretti a rimboccarsi le maniche, a meno che non abbiano naturalmente qualche santo in paradiso che garantisca loro un posto pubblico anche se, al giorno d’oggi, anche lì gli accessi sono più che limitati. Per cui, cari professori, guardate bene negli occhi questi genitori, durante i convegni e i ricevimenti, e non abbiate paura a far loro presente che i loro figli sono dei molluschi figli di molluschi incapaci e che se non si mettono sotto a studiare saranno bocciati senza pietà. Tenete duro, siate come il mio prof di matematica, se dentro una vocina vi sussurra che questi stronzetti brufolosi e segaioli siano da rimandare, siate fermi e decisi: rimandateli, bocciateli.

Fatelo per il loro bene, per il bene dei vostri studenti. Fallire fa bene ed è forse più formativo di una media del dieci e di un percorso ineccepibile e senza intoppi, anche perché un figlio, a un certo punto della sua vita, se cresce sano nonostante dei genitori immeritevoli, odierà una madre e un padre troppo permissivi e si sentirà tradito proprio dal fatto che costoro lo hanno fatto vivere per anni in una campana di vetro.

Cari docenti e docentesse, avete una grande responsabilità: cominciamo dalla scuola, se non vogliamo che fenomeni come Tosa e Scanzi si moltiplichino a vista d’occhio.

Verità Vere

E quanto tempo abbiamo per amare,
se tutto quanto ha un termine impreciso,
se in isole ed in bolle è meglio stare?

È tempo. Quanto il dare è alquanto inviso
ai più che non han voglia di disfare
lo spazio di silenzio troppo intriso!

E di nozioni riempirsi e tacere
la sottil voce di verità vere.

Milano

Quanto mi manchi, mia vecchia Milano,
adesso sol fantasmi per le strade
bendati; o Piazza Duomo, non t’invade
lo scalpitare del consorzio umano.

Loreto, Buenos Aires, torno invano,
la Feltrinelli è vuota, il cuor mi cade;
giro in via Lincoln, di colpo, contrade
a un passo da San Babila, che strano!

S’arriva all’arco di Porta Romana,
mentre una fame crescente s’affaccia,
è tempo in vial Bligny d’un bel boccone;

ma solo d’asporto concedon razione,
su una panchina alfin ci s’accovaccia,
consuma l’unto pasto e torna in tana.

Nuovi Materiali a Indice di Rifrazione Unitario

In base al secondo postulato della relatività ristretta, la velocità della luce nel vuoto presenta sempre il medesimo valore in tutti i sistemi di riferimento inerziali, pari a circa 3 x 10^8 m/s . Quando la luce incontra un mezzo diverso dal vuoto, la sua velocità si riduce di un fattore n, definito come indice di rifrazione, una costante adimensionale che quantifica la capacità di un materiale di ridurre tale velocità.

Bene, da questo si evince che l’indice di rifrazione del vuoto può essere considerato pari a 1. Tuttavia, di recente, la scienza ha scoperto dei nuovi materiali a indice di rifrazione unitario, attraversando i quali, se si applica la legge di Snell, la luce non subisce alcun fenomeno rifrattivo e nessuna deviazione rispetto alla sua direzione di propagazione. Ve ne mostro un’anteprima.

Andrea Scanzi e il Vaccino

La vicenda del vaccino di Scanzi ci insegna che è sufficiente sedersi in riva al fiume e attendere il passaggio del corpo esanime del nemico. Non che ritenga il giornalista aretino un mio nemico, intendiamoci, provo per lui la pena acuta che si prova nei confronti di un cinquantenne patetico come ce ne sono tanti al giorno d’oggi. Oggettivamente, Andrea ha pestato un merdone di notevoli dimensioni e d’altro canto, se ti esponi con milioni di persone con la tua pagina ridicola in cui commenti la politica in maniera del tutto soggettiva, ergendoti a sommelier della domenica e a critico musicale de noantri, se percepisci quell’ebbrezza che ti fa sentire venerato come un Cristo in terra, appena pisci fuori dal vaso te la fanno pagare cara e quel delirio di onnipotenza non può che tramutarsi in una morte cupa dell’anima, nonostante i goffi tentativi di giustificarsi e di autoproclamarsi cittadino responsabile per esseri reso immune.

Mi rendo conto che il nostro Andrea si sia vaccinato probabilmente perché rientra in una categoria fragile, quella dei narcisisti insicuri, ma persino il collega Peter Gomez lo sta scaricando. Del resto, quest’ultimo ha fatto un’osservazione giusta e di buon senso: il grosso danno dei social e di quest’epoca è proprio che, nel nome della trasparenza, tutti parlano e danno aria alla bocca, condividendo cazzi e fiche con la massa per poi piangere miseria quando la massa stessa, volubile per natura, spara loro merda addosso. Questa vicenda mi ricorda quella di Federica Pellegrini, la quale non troppo tempo fa ebbe modo di documentare su Instagram il modo in cui aveva affrontato il Covid, inizialmente sostenuta dai suoi seguaci per poi essere letteralmente massacrata nel momento in cui, non ricordo se ancora positiva o appena guarita, è andata a far visita alla madre non più giovane, rischiando di trasmetterle il virus e di farle seriamente del male.

Sul serio, mi rivolgo a tutti, come se qualcuno segua davvero questa porcheria di blog che ho messo su. Nel nome della trasparenza siamo diventati letteralmente invisibili, completamente uniformati in questo terzo millennio banale e stritolato da una dittatura del manierismo che ha letteralmente rotto i cosiddetti. Impariamo invece nuovamente un’antica virtù: quella del silenzio, quando opportuno, e del riserbo. Tenete i vostri cazzi e le vostre fiche a debita distanza dagli sconosciuti, per una questione di dignità personale, valore scomparso al giorno d’oggi, e di rispetto verso voi stessi. Vi garantisco che più terrete quella fogna chiusa, prima smetterete di pubblicare il vostro squallore su queste piattaforme che hanno lo scopo principale di mandarvi pubblicità mirata, più apparirete al contrario interessanti agli occhi degli altri.

Siate rivoluzionari per davvero, non nel conformismo dell’anticonformismo: tacete e imparate a tenervi i cazzi vostri per voi. Perché fondamentalmente, è proprio per il fatto di esservi sputtanati così tanto che non scopate da anni.

Chissà, magari con quest’ultima affermazione sono riuscita a convincervi (come no…).

Corsa e Relatività Ristretta

Molti praticano sport aerobici per dimagrire e per migliorare l’umore. Nel mio caso, pratico la corsa da diversi anni, ma lo faccio con l’unico scopo di ringiovanire di frazioni trascurabili e insignificanti di secondo rispetto alle persone sedentarie. Adoro l’idea di tornare a casa, di godermi una buona doccia, mentre penso al fatto che per voi pigri, per voi sedentari, il tempo trascorso è maggiore, anche se si parla di milionesimi d’un battito di ciglia. Siete invecchiati più rapidamente, rispetto al tempo da me percepito, e questa idea mi riempie di soddisfazione, razza di pelandroni!

E se non vi fidate di me, fidatevi almeno di Einstein.

Un Vaso Prezioso

E come un vaso prezioso caduto,
eri in frammenti, un ricordo che punge,
in lor balia in verità, posseduto;

quelle fratture ora l’oro congiunge,
ora che quanto a te stesso hai taciuto
osi enunciar e altri cocci t’aggiunge.

E in armonia con l’universo emergi,
d’un vecchio io già le ceneri aspergi.

Solitudine e Vaccini

I vaccini purtroppo funzionano, a quanto pare la curva dei contagi sugli operatori sanitari si è significativamente ridotta, di conseguenza, quando tra non molto sarà il turno di noi tutti, il virus sarà tenuto sotto controllo e torneremo a fare la vita di prima. Non ne vedo la ragione sinceramente, molti vogliono tornare a stringersi, ad abbracciarsi, a uscire per tornare a fare l’aperitivo sui Navigli, ma non comprendo per quale ragione dovrei tornare a mischiare il mio sudore e i miei odori con quelli altrui. Il mio corpo non ha bisogno di contatto con altri corpi, non capisco perché voi essere umani abbiate questa assoluta necessità di relazionarvi con gli altri. A volte vi osservo e vi ascolto, pur dissimulando distacco e indifferenza. Mi piace osservarvi soprattutto quando siete in gruppo, riuniti a parlare senza fondamentalmente dirvi un cazzo, incapaci di ascoltarvi come siete. Vi toccate e vi date pacche sulle spalle quando in realtà siete in perenne competizione tra voi, ma si può capire che cazzo avete da buttare tutte le vostre energie in questo reciproco inconcludente compiacimento?

La verità è che anche dopo il vaccino, anche quando tornerete ai vostri concerti del cazzo di Fulminacci, di Gio Evan, dei Maneskin, de Il Volo, a bere birra in un pub il sabato sera, a guardare le vostre partite di calcio con i vostri amici, a dimenticare anche solo per un momento quanto siano mediocri e tristi le vostre vite, sarete comunque soli. Sarete circondati nuovamente di gente, ma saranno solo una distrazione, presenze distaccate, nessuna differenza con il vostro arredamento, con il vostro telefono, con il vostro orologio, solo un vociare che vi darà l’illusione della compagnia, esattamente come può fare una serie TV, senza nessuna reale e autentica connessione emotiva.

La verità, cari lettori e care lettrici, è che nessun vaccino potrà risolvere la vostra solitudine. Siete bestie sole e spero vivamente che il prossimo virus non comporti alcun sintomo fisico, ma che il suo effetto più devastante sia l’induzione di un’improvvisa e profonda autocoscienza in chiunque lo contragga, una consapevolezza che vi faccia rendere conto all’istante di quanto siate senza amici e di come i vostri stessi familiari in realtà vi disprezzino. Sarà bellissimo vedere una pandemia con milioni di persone disperate e consce, consce della loro disperazione.

Vi voglio sempre bene, eh. Ho semplicemente bevuto troppo caffè quest’oggi.