Gattini Pucciosi

Ho richiesto a quei pochi che seguono la mia pagina Facebook, dei suggerimenti su come potenziarla, su come incrementare il peso dei seguaci, rendendola un po’ più “curvy”, come piace dire a voi amanti del politicamente corretto. In taluni frangenti, ho la sensazione che la pagina Facebook viva di vita propria rispetto al blog e al recente profilo Instagram, a guisa di uno spin-off, una sorta di società satellite che, come tale, prima o poi farà la fine che si merita: fallimento e chiusura. Sappiate che se dovesse andare così, se pagina e blog dovessero ricevere il meritato destino della censura, non vi saranno repliche. Non esistono pagine di riserva, tutti i contenuti andranno perduti per sempre. Questo treno passerà una volta sola. Lascerò tutto per tornare a essere uomo e donna semplice, per tornare alle mie occupazioni quotidiane, seguendo l’esempio di tanti politici che, se non ricordo male, hanno sempre fatto fede all’impegno di lasciare la politica una volta ottenuto o mancato un determinato obiettivo. Farò altrettanto.

In ogni caso, non accoglierò nessuno dei suggerimenti ricevuti, per una ragione fondamentale: sono uno stronzo di prima categoria e generalmente vedo i consigli come fumo negli occhi, esclusi quelli di chi mi legge ovviamente (come no…). Parlo in generale, ma nessuno di voi ha mai fatto caso che spesso i buoni e miti consigli giungono da gente che in realtà si trova immersa nella cacca fino al collo? Vedo padri morti dentro, cinquantenni a cui manca da tempo il guizzo, privi di slancio, d’inventiva, di qualsivoglia progettualità, lamentarsi del fatto che i loro figli sono poco ambiziosi. Vedo madri finite in matrimoni orribili, con mariti noiosi e passivo-aggressivi, consigliare a figlie e nipoti di sposarsi e di mettere su famiglia. Vedo uomini e donne fedifraghe che ti augurano di innamorarti e di trovare la persona giusta, come è successo tra loro e rispettivi mogli e mariti.

Vedo tutto questo e non giungo a nessuna conclusione, è solo un flusso di coscienza il mio. In un modo o nell’altro, premio il pragmatismo di un utente, il quale mi consiglia di riempire la pagina Facebook di gattini. Mi sembra una buona idea, quella di incrementare il coefficiente di pucciosità di questo orribile blog. Di tanto in tanto, un grazioso felino si alternerà alle mie inutilissime e coglionissime geremiadi, giusto per stemperare gli animi e dare una spolveratina di sentimentalismo a questo mondo un po’ monello, per farvi sognare, per riempirvi i cuori per un istante.

Per sentirci come gli altri. Alla stregua di fratelli e fratellesse.

Miao ❤

Fortuna

E restan pochi giorni di stupore
adesso che si svela quanto vero,
che tutto sembra men che un grande amore;

ché spesso quanto bianco è al tempo nero
e quanto è invero grigio par colore,
intanto il viaggio segue, osservo e spero.

Il sole è sceso ed è sorta la luna,
l’attimo dopo ci porti fortuna.

La Pandemia dei Life Coach

È un’epoca meravigliosa: siamo ovunque circondati da coach, motivatori, imprenditori di lor stessi, gente svezzata forse qualche giorno fa, fuor di metafora, che ci insegna la vita, ci invita ad avere il giusto ”mindset”, ad andare “all in”, a mordere la vita, il tutto nel nome del successo, il valore supremo dell’attuale società liquida, che fa leva sulla nostra ossessione rispetto all’altrui giudizio. Devo dire che abbiamo un’innata capacità nel prelevare e assorbire il peggio d’oltreoceano: Grande Fratello, fast food da cirrosi epatica, caffè annacquato e, non ultimo, questi spocchiosi galletti egocentrici con la bocca che gli puzza ancora di latte che vogliono insegnarti come si sta al mondo.

Sapete cosa accadrebbe se non ci fossero più lavoratori dipendenti, se fossimo tutti imprenditori? Bene, la gran parte di noi diventerà una miserabile partita IVA, sfruttata da veri squali che ci tratteranno sempre alla stregua di dipendenti, leggasi schiavi, con il vantaggio di non pagarci contributi, ferie, malattia e TFR. Ma non importa, saremo finalmente degli imprenditori, potremo dire in giro di essere CEO presso la ditta individuale Pincocazzo, presso noi stessi, santi numi, con un fatturato se Dio vuole di ventimila euro lordi all’anno, rigorosamente e sfigatamente in regime forfettario.

Ora, vorrei fare un appello agli strizzacervelli, gente che naturalmente non stimo, come non stimo quel pervertito di Sigmund Freud, che vedeva gente che voleva trombarsi sua madre ovunque, pontificando ipocritamente mentre succhiava con voluttà freudiana il suo sigarone marrone, come del resto non stimo medici, avvocati, architetti, professori e soprattutto ingegneri, ma quanto meno costoro possono vantare una laurea, un esame di stato e, in certi casi, una scuola di specializzazione. Vorrei chiedere, dicevo, a psicologi di vario tipo, se i discutibili personaggi di cui sopra siano dal vostro punto di vista innanzitutto dei vostri pazienti mancati e, seconda cosa, se siano passabili di abuso della professione, invitando caldamente, nel caso, a riempir loro il culo di querele. In contemporanea, provvederò a inviare una proposta di legge al governo entrante che inasprisca la pena nei confronti di costoro in modo che siano obbligati ad accedere a un albo professionale e un regime fiscale dedicato, in cui sia previsto un contributo previdenziale alla cassa di appartenenza pari al settanta percento che consenta loro di avere una pensione pari sessantadue euro al mese lordi e, sul restante reddito imponibile, venga applicata una tassazione secca pari all’ottanta percento.

Meno “life coach”,
più Papa Roach!



Quanto Spetta

Lieti son giorni e nell’aria il profumo
di fresco ghiaccio che riempie i polmoni
ed esco; addiaccio, più in te mi consumo,
t’orno, m’acqueti da varie emozioni.

Le secche foglie il vento via, ciò assumo,
si porta e porte serrano e portoni
aperti or son per te e men mi frantumo,
sopporto sorti avverse alle mie azioni.

La via si fa talvolta alquanto stretta,
il sol tramonta e a volte notti scure
ci aspettan pria ch’un’alba nova emerga.

Si speri perché l’alma ancora aderga
e ancor s’affrontin, sciolti scotti, cure;
s’espii, una volta assolti, quanto spetta!


Inchiostro Marrone

La nostra mancanza di memoria ha un impatto non da poco sulla totale assenza di vergogna e di dignità dei nostri giornalisti. Il quarto potere, che dovrebbe per definizione pungolare i nostri governanti, al contrario si tramuta istantaneamente in megafono accondiscendente e scendiletto adulante dei potenti, soprattutto se in procinto di insediarsi o appena insediatisi. È imbarazzante il servilismo con cui Mario Draghi, senza meno al momento rispettabile signore e persona capace, è stato comunque accolto dalla stampa. Tutto questo mi rimanda al 2011, lo spread schizzava a guisa d’un eiaculazione sopraggiunta dopo mesi d’astinenza e giungeva a Palazzo Chigi il professor Mario Monti, dopo anni di Berlusconismo, di mancata rivoluzione liberale, di leggi ad personam, di nipoti di Mubarak e di puttanelle minorenni a caccia di soldi e di notorietà che ormai tenevano l’ex Cavaliere, fuor di metafora, letteralmente per le palle.

Ricordo bene quei giorni, curiosavo con il mio solito masochismo tra le varie testate online con lo scopo di irritarmi, avevo lasciato la facoltà di teologia da circa un paio d’anni, Silvio era in procinto di essere sbattuto temporaneamente nel dimenticatoio, intanto che del docente Bocconiano ne veniva esaltata la sobrietà. Sobrietà, era questo il termine con cui i primi giorni di governo gran parte dei giornali ci aveva asfissiato con il gas tossico della retorica servile. Sobrietà, mi si perdoni l’intollerabile anafora, con il suo capello tra il candido e il cinereo, con i suoi austeri occhiali e con il suo incedere felpato e imperturbabile, il tutto unito al cappottino di gran classe. Il professorone della Bocconi è in realtà, e mi ripeto, perdonatemi, un altro chiaro esempio di come la politica e il potere creino molta più assuefazione e dipendenza dell’eroina. Dopo averne assaggiato una piccola dose, il nostro sobrio docente non ha resistito al dolce sapore di quel ghiotto cioccolatino dal retrogusto amaro e, al termine della legislatura, ha commesso l’errore più madornale della sua vita: candidarsi alla Presidenza del Consiglio, fondando un ridicolo partito, con il solito progetto fallimentare e inutile di presentare una destra dalla faccia pulita, ottenendo come unico risultato di cadere rapidamente nel dimenticatoio pur entrando in parlamento, dando il colpo di grazia al già ammaccato Gianfranco Fini, uccidendolo una volta per tutte politicamente, con l’alleato Pierferdinando Casini entrato in Senato per il rotto della cuffia. Gran bella fine del cazzo, professor Monti, non ti si incula più nessuno e ci ricordiamo di te solamente per l’IMU sulla prima casa, per le lacrime ipocrite della Fornero e per gli esodati, un capolavoro di idiozia che probabilmente si sarebbe risparmiato persino Gasparri. È questo il ricordo intangibile che hai lasciato ai più, tu e la tua sobrietà osannata dalle nostre penne smidollate.

Vedremo di che pasta sarà fatto Super Mario, se al termine del suo mandato riuscirà a non farsi contaminare dal dolce veleno della gloria terrena e avrà il fegato di farsi da parte e di mortificare la sua volontà, magari ottenendo in premio una meritata Presidenza della Repubblica, o se si farà accecare dalle sirene del successo, vento di passaggio che, presto o tardi, si placherà come qualsiasi festosa salva di peti, anche dopo un abbondante pranzo a base di legumi, cipolle e prugne.

Sediamoci e ammiriamo il grande spettacolo, cari sudditi e care sudditesse, la birra la porto io.

Incarico a Draghi

Finalmente arriva un governo tecnico, un bel governo imposto dal Presidente della Repubblica, che già fa inturgidire Piazza Affari e fa afflosciare lo spread, intanto che i media mainstream sbattono immediatamente in discarica il professor Conte e il suo spin doctor Casalino, della cui esistenza ci saremo dimenticati entro al massimo un paio di giorni, intanto che partono gli Alleluia e gli Osanna nei confronti del nuovo Presidente del Consiglio da parte dei nostri giornalisti, lambendogli le terga con le loro linguette pelose.

Lo so, lo so, so benissimo a cosa state pensando: – Dino, questa decisione non rispetta il voto degli italiani, la sovranità popolare! – Avete ragione, ma sapete cosa vi dico: fotte sega! In verità è bene che ce ne facciamo tutti quanti una ragione: non siamo sufficientemente responsabili e maturi, non ci meritiamo la democrazia, votiamo generalmente per dei coglioni a cui vorremmo assomigliare, a cui forse già assomigliamo senza però avercelo il potere, grazie a Dio, dei miserabili pifferai che aduliamo e invidiamo e su cui proiettiamo le nostre ambizioni totalmente fuori dalla realtà, mentre sogniamo di essere fondamentalmente come Renzi pur criticandolo. Chissà quante volte abbiamo immaginato, anche solo per un attimo, di avere la possibilità di tenere il paese per i coglioni e di essere decisivi, di fare la storia mandando a puttane un esecutivo per puro capriccio, mascherando il tutto come un gesto di democrazia e spacciandoci per vittime che non sono state sufficientemente ascoltate nella loro presunta e dinamica propositività. E invece è proprio questo il momento in cui viene meno il teatrino squallido della guerra tra finti sordi, il palcoscenico della perenne campagna elettorale, è questo il momento in cui la realtà appare ai nostri occhi per ciò che è: noi cittadini non abbiamo nessun potere decisionale, non siamo artefici del nostro destino. Mettetevi il cuore in pace pertanto, cari millenials, care donne e madri “che ce l’hanno fatta”: non contiamo una sega, il nostro voto non conta una sega, e ve lo dico da donna e madre millenial.


Sediamoci dunque, mettiamoci belli comodi e assistiamo finalmente al grande spettacolo della politica più genuina. Osserviamoli, questi antichi presunti avversari mentre sotterrano l’ascia di guerra e si alleano responsabilmente, scendendo ai tanto amati compromessi che mandano in sollucchero noi democristiani del cazzo, guardiamoli mentre pensano al bene comune e danno la loro fiducia a una personalità di altissimo profilo, al nostro Mario Draghi, un gesuita alla stregua di Papa Bergoglio, la cui presenza a Palazzo Chigi farà ben sperare in merito al fatto che sarà fautore di un pauperismo tanto apprezzato da quel buontempone del pontefice argentino e che restituirà senza meno dignità a noi poveri straccioni. Super Mario sa bene come si fa e finalmente la smetterà di farci vivere di sogni di gloria e di ricchezza, di redditi di cittadinanza, di denari pubblici gettati a pioggia nel nome di un assistenzialismo che ci sta solo rendendo pigri e sedentari. Di Maio, da ministro del lavoro, ha abolito la povertà con una riforma epocale e per questo motivo finirà all’inferno, sapendo che la povertà avvicina a Cristo e al Regno dei Cieli e che una vita di rinunzie e sacrifizi ci guarirà sicuramente dal nostro narcisismo e dalle nostre finte depressioni da lazzaroni, utilizzate come scusa per non lavorare. È ora che ci diamo tutti quanti da fare, razza di pelandroni. Via da subito qualsiasi sussidio, aboliamo reddito di cittadinanza, quota 100 e, perché no, anche la cassa integrazione e la NASpI. È finalmente giunto il momento di tassare come se non ci fosse un domani prime, seconde, terze case, aggiungendo un bel prelievo forzoso sul conto corrente e sul deposito titoli, magari con una bella spolverata di contributo di solidarietà. Come vi permettete di risparmiare, con questa attitudine da anali accumulatori? Restituiamo subito la potenza di fuoco del professor Conte, forza, i conti pubblici non tornano.

Lo ha detto anche il presidente Mattarella: qui c’è bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni per contrastare la pandemia e risollevare il paese dalla crisi economica e occupazionale che ne è scaturita, sarebbe un grave rischio tornare a votare adesso. Condivido quanto dice il Presidente della Repubblica e oserei dire che sarebbe un bene se le elezioni politiche italiane venissero abolite per sempre e piantassero finalmente una cazzo di oligarchia che si inchiodi a Roma per sempre ed esegua le volontà di Bruxelles.

Europa, conquistaci, cazzo!

Crisi di Governo

Nel chiuso del mio minuscolo studio, al termine di una dura giornata di esorcismi in video conferenza, leggo le notizie e osservo con sempre maggiore distacco ciò che accade nella politica italiana. Mi viene da sorridere se penso al fatto che tutte le volte che scoppia una crisi di governo sembra che stia per arrivare l’apocalisse, che si aprano cateratte dall’alto, che si scuotano le fondamenta della terra.

Mi sento di tranquillizzarvi, purtroppo e per fortuna abbiamo la memoria corta, ma in generale vi è spesso continuità tra un governo e l’altro, anche a seguito di un cambio di colore. Difatti, il prossimo che andrà al potere, tanto per cambiare, avrà vita durissima contro chi comanda davvero nel nostro paese, ossia un apparato burocratico mastodontico, un grigio e anonimo sistema talmente complesso e intricato che è praticamente impossibile attuare davvero delle grandi riforme senza scontrarsi contro questi gangli, questa ragnatela dal sapore kafkiano contro cui neppure il più ambizioso e motivato dei leader può davvero qualcosa.

Conte non è l’uomo della provvidenza, la sua immagine di rassicurante uomo delle istituzioni è stata costruita ad arte dalla Casaleggio Associati e ha attecchito presso chi sentiva la necessità di avere al potere una persona seria. Sicuramente “l’avvocato del popolo” ha fatto quello che ha potuto in una situazione oggettivamente difficile, glielo riconosco umanamente, ma le cose andranno avanti comunque. Del resto, contiamo davvero qualcosa? Siamo davvero in grado di prendere delle decisioni autonome? Abbiamo ormai ceduto buona parte della nostra sovranità all’Unione Europea e non è stato né un colpo di stato né altro, tutto questo è lecito e previsto dall’articolo 11 della Costituzione e mi sento di dire che è un bene che ciò sia avvenuto: non ci meritiamo la democrazia, non ci meritiamo sovranità e potere decisionale, siamo un popolo di pecore, sciocco e infantile, è perfettamente inutile governarci, siamo dei mentecatti furbacchioni incapaci di assumerci le nostre responsabilità come singoli cittadini, siamo dei frignoni che amano fare le vittime e lamentarsi del governo, della politica, dello stato, dell’Agenzia delle Entrate, degli imprenditori, del patriarcato e del matriarcato, siamo un paese sindacalizzato perché siamo una manica di fancazzisti che non hanno voglia di muovere un dito e di lavorare. Siamo figli a vita, ragazzini viziati figli di politicanti narcisisti che passano il tempo a guardarsi allo specchio, più preoccupati del consenso che del bene comune.

Mi sento di dire che se Salvini e Meloni vinceranno le prossime elezioni è scontato e banale che non vi sarà nessun regime totalitario di destra, toccherà governare anche a loro, e dopo tanto strepitare, inevitabilmente, scenderanno a compromessi, si istituzionalizzeranno, come del resto sta già facendo il Capitano. Del resto, se davvero quest’ultimo avesse velleità dittatoriali, non ammorbidirebbe i toni tutte le volte che lo intervistano, mettendo le mani avanti e facendo presente che in fin dei conti è solo un simpatico morbidone irrequieto che gioca a essere uno di noi, che vuole gli immigrati semplicemente in regola, mentre gusta il suo pane e nutella del cazzo e costringe una figlia che si vergogna giustamente di lui a mostrarsi su Instagram mentre fa i compiti. Anche lui cederà il passo all’Europa, sapete perché? Perché si tende all’unità, alla totalità, è la vita, è la natura, è armonia, si matura, si cresce e si cambia seguito di confronti e conflitti costruttivi e, in tutto questo, le nostre belle tradizioni prima o poi andranno a farsi fottere, con buona pace dei conservatori e di coloro che si ritengono “fieri di essere italiani”. Fieri di cosa? Come se aveste fatto qualcosa per meritarvelo. Meritarvi che cosa poi, di grazia? Una nazionalità? Cito George Carlin in questo caso, dicendovi che è solo un caso che siate italiani. Di che cazzo stiamo parlando, santo Dio? Mi fate venire il mal di testa con la vostra retorica!

Con questo voglio concludere questa inutile e inconcludente geremiade, mostrando al solito profondo affetto nei vostri riguardi e dicendovi che quando vi schierate a favore di qualsiasi ideologia o di qualsiasi partito siete semplicemente ridicoli, siete patetici mentre vi ergete a esperti della res publica, a raffinati politici sempre con la soluzione pronta in tasca, mentre in realtà ripetete a pappagallo opinioni preconfezionate inculcate dai media, intossicati di informazioni come siete, con lo scopo di riempire le vostre giornate in discussioni vuote che non hanno nessun fine costruttivo, se non quello di rifuggire l’horror vacui che vi perseguita. In fin dei conti, tutto questo vi serve a sentirvi meno soli e a non ricordarvi quanto siano squallide le vostre esistenze.

E ora scusate, Renzi ha fatto saltare il tavolo e Fico non ha trovato una possibile maggioranza, sono molto preoccupato per le sorti del governo, questo proprio non ci voleva in piena pandemia. Siamo fottuti, parliamone, troviamo una soluzione, mi sento così sola, ho bisogno di un abbraccio!