Amare nel ricordo

Come mai mi manchi così tanto, amore mio?

Che cosa mi manca precisamente?

I tuoi occhi, forse? La tua riservatezza? Quel perderti silenziosa nei tuoi pensieri mentre ti abbracciavo da dietro e posavi le tue mani sulle mie braccia?

Sei stata importante, per me. E’ stato, dopo anni, l’amore dirompente, improvviso, che mi ha terrorizzato. Non mi ricordavo più come si facesse ad amare, non sapevo neppure da dove cominciare.

Sono sorpreso dalla mia stessa nostalgia. Come passi le tue giornate adesso? Ci vai ancora in palestra? Hai ancora l’entusiasmo della novità? Quella voglia di rimetterti in gioco, di uscire dal torpore di una vita rassegnata e monotona? O ti sei rassegnata all’infelicità?

Mi pensi? Senti anche tu la mia mancanza?

Credo di sì. Ho sempre pensato che la nostalgia, l’amore e la mancanza siano reciproci. Non posso credere al fatto che io non ti manchi, anche se magari lo negherai a te stessa.

Perché, a malincuore, hai deciso di andare a Granada? Speravi forse che avrei accettato la tua decisione?

L’ho accettata, alla fine. Con amarezza e rassegnazione. E ho deciso di non scriverti e di non chiamarti più.

E non ti chiamerò, non ti scriverò, anche se mi manchi da morire, amore mio.

E grazie, per tutto l’amore e la pazienza che mi hai dato. Quell’amore fatto di piccoli gesti, come quando mi sono commosso quando volevi rifare il letto della mia stanza d’albergo e te l’ho impedito.

E ricordo ancora con commozione quell’ultima domenica sera, in quel cinema scalcinato, mentre mi abbracciavi e mi guardavi negli occhi, con quel sorriso così genuino, così innamorato.

Grazie di tutto, amore mio. Chissà se leggerai mai queste parole, se un giorno troverò un modo per fartele pervenire.

 

Della droga

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Si è detto di tutto, sulla droga.

Siamo cresciuti con l’idea che la droga faccia male.

La droga pericolosa, la droga usata come via di fuga dalla noia, dal dolore, la droga come compensazione di un disagio personale, familiare, sociale.

Tutto vero, per carità, tutto giusto e sacrosanto, dobbiamo proteggere i nostri ragazzi dalla droga, per sentirci più buoni, più giusti, più membri elitari di questa bella società batuffolosa, cremosa e caramellosa.

Eppure, non dimentichiamoci di una cosa fondamentale, forse del motivo principe per cui si fa uso di sostanze stupefacenti: la droga inebria, diverte, dà tantissimo piacere e consente di farsi nuovi amici.

La droga è stupenda, il caso è chiuso.

 

Preghiera del Perdono

Dio,

ora so cos’è la tua misericordia, ora mi è chiaro cos’è il tuo perdono

E’ l’esempio che ci dai, in ogni istante della nostra breve esistenza, di come noi tutti siamo capaci di commettere il male.

E come tale, è nostro preciso dovere perdonare.

Perché pecchiamo tutti, allo stesso modo e in modi diversi, verso noi stessi e verso gli altri.

Nessuno escluso.

Amen

2020 – L’Uomo Nuovo della Società Liquida

Auguro a voi tutti, per questo 2020, a grandi e piccini, di inseguire unicamente i vostri successi scolastici, sportivi, professionali, e a questo scopo di passare sopra chiunque, familiari, partner, amici e colleghi, di essere ambiziosi in maniera ossessiva e di competere il più possibile, in maniera anche sleale, spingendo unicamente sulla rabbia e sulla volontà di potenza, dimenticando gli altri sentimenti, in particolare l’empatia e la compassione verso il prossimo.

Siate camaleontici, molteplici e irripetibili, confondete le acque, fingetevi amici di chiunque e poi, quando è il momento, colpite alle spalle, agite, scalate i vertici, prendetevi quello che vi spetta.

Ricordate che i deboli sono in realtà invidiosi della vostra determinazione e che utilizzano la loro fragilità per farvi sentire in colpa e distrarvi dai vostri reali obiettivi. Ignorateli, come si permettono di ostacolarvi?

Siate leader e individualisti, tutti. Gonfiate i vostri ego, fateli diventare ipertrofici, esaltate i vostri narcisismi fino a procurarvi un orgasmo spontaneo. Lottate per il potere, di qualsiasi natura esso sia, percepitene l’euforia e combattete per non rinunciare a quella sensazione di onnipotenza, scannatevi tra voi, fate in modo che nessuno si senta migliore di voi, al contrario, siate voi migliori di tutti gli altri, tutti quanti, tutti quanti voi.

Siate degli Dei, scalate le gerarchie Celesti, sostituitevi al Creatore, anzi, provate a fargli le scarpe e rovesciarlo, a proporre una nuova idea di Universo.

Andate avanti così, generazione liquida, fluttuanti nello spazio aperto, privi di confini, superate qualsiasi vostro limite umano, sempre e comunque, non accontentatevi mai, mai e poi mai. Siate costantemente in tensione verso il miglioramento, costantemente in ansia, ventiquattro ore al giorno.

Dopo di che svegliatevi, guardatevi allo specchio e accettatevi per quello che siete: una manica di schiavi incapaci di dirsi la verità.

Ciò nonostante, vi amo comunque.

Perché questo sono anch’io.