Benvenuti nel Nuovo Anno

Allora come state? Immagino i cambiamenti e le rivoluzioni avvenute nelle vostre vite rispetto a ieri, del resto era scontato che il passaggio all’anno nuovo avrebbe scompigliato le vostre vitacce grigie, facendo venir giù dal cielo come manna il successo tanto atteso, la promozione che aspettavate, l’amore della vostra vita. Grandissimi, ero sicura che ce l’avreste fatta, e devo dire che un po’ sono invidiosa di voi che barcollate, ma non mollate, che vi piegate, ma non vi spezzate, che siete “resilienti”, no, com’è che dite voi, quando sdoganate un termine utilizzato generalmente per indicare le proprietà di un materiale, e questo la dice lunga sulla considerazione che avete di voi stessi, razza di macchine senz’anima al servizio di un capitalismo e di un consumismo che vi sta lentamente logorando, stritolando, mentre sulle reti sociali ostentiamo tutti un coraggio di facciata per coprire abilmente la nostra infingardaggine e vigliaccheria, cose interessate unicamente al potere e totalmente incapaci di amare, disabili emotivi che pretendono e non danno un cazzo a nessuno.

Tutta questa premessa per sfogare il mio disappunto, nel momento in cui ho scoperto che Benedetto XVI comincia a comparire sui video motivazionali di Instagram, insieme a Crepet, Galimberti, Berlusconi e Paolo Bonolis.

Benvenuti nel nuovo anno, che di nuovo ha solo il fatto che non c’è limite al peggio. Questo è l’orrore, mio Dio…

Ah, dimenticavo una cosa: 🥰😍😘

Buon Duemilaventitrè

Ancora poche ore e anche quest’anno avrà fine, non potendo fare a meno di mettermi nei vostri panni, carichi di speranza per i prossimi dodici mesi, in attesa della svolta, del grande cambiamento che pioverà dal cielo, mentre già partono i bilanci, nei quali elencate quanto siete cambiati, quanta esperienza avete fatto, quanto siete cresciuti, quando invero siete gli stessi identici stronzi fumanti di dieci anni fa, con diversi capelli in meno, o con i primi grigi che fanno capolino, cacconi puzzoni che frequentano da una vita gli stessi amici della piazzetta di Cantù, cristallizzati nel vostro ruolo in commedia sul palco di una vita di provincia, attori inconsapevoli di una sceneggiata sempre uguale, in perenne attesa di Godot, mentre i sogni si susseguono uno dopo l’altro, costantemente interrotti dal richiamo invischiante dei doveri quotidiani, vite ove il piacere viene vissuto come colpa, mentre indossate la maschera dei progressisti e sessantottini, quando in fondo siete uguali a quella bizzoca di vostra nonna Antonia, che passava le giornate in Chiesa e non se ne vergognava e non aveva bisogno di pagliacciare sulle reti sociali come fate voi altre, con i vostri cosiddetti “selfies” su instagram e i vostri balletti ipersessualizzati su tiktok, che altro non sono che un modo per mascherare il vostro terrore atavico di essere pisellate.

Sapete cosa c’è? Vi invidio e provo tenerezza per voi. In fondo, avrei voluto una vita tranquilla e più semplice. Ho scelto deliberatamente di complicarmela, perché altro non sono che una fottuta anima in pena, una donna difficile, inquieta e tormentato, che probabilmente troverà pace nel momento in cui tirerà le cuoia, senza nessuno che si degni di presentarsi al suo funerale, anche perché, sappiatelo, non ho alcuna intenzione di invitarvi. Ma chi vi conosce, oh!

Amici e amiche, lasciate tutto com’è, cambiare è faticoso ed è una gran rottura. Posso solo augurarvi, dal profondo del cuore, buon duemilaventitrè. Ci vediamo l’anno prossimo.

Forse. 🥰😍😘

Buone Feste a Voi e Famiglia

Ci tenevo, come tutti gli anni, a mandarvi un saluto festoso, visto che quest’oggi si celebra la vigilia del Santo Natale. Non sono in vena di insultarvi, stranamente il mio cuore è in questo momento pieno di pace e immagino che molti di voi passeranno le festività con i propri vecchi. Bene, cari amici e care amiche, assecondateli, date loro ragione qualsiasi cagata dicano ed evitate discussioni futili nella speranza che loro vi capiscano: non lo faranno. È già tanto quello che hanno fatto, pulirvi il culo quando eravate ancora in fasce, darvi un tetto sotto cui dormire e darvi da mangiare. Vi aspettavate pure che fossero i vostri migliori amici? Orsù, piantatela di attribuire inconsciamente le colpe della vostra miseria a quei due poveracci, andate a cercare amicizia e amore fuori da quel nucleo psicologicamente incestuoso e, soprattutto, cercate persone che ricambino. Senza reciprocità, ci sono solo giochetti di potere da coglioni e non avete più l’età per tutto questo, forse.

Avevo detto che non vi avrei insultato, in realtà non ho resistito, ma nonostante tutto, Buon Natale, Buon Sol Invictus, “anche se siete atei”, no? Com’è che dite voi? 殺

Ambita

E viaggia questo tempo senza sosta,
un anno ormai trascorso, mutamenti,
forzati da mancati adempimenti,
costringono ad alzarla, quella posta.

Qualcuno t’accompagna, ti s’accosta,
fintanto che non porti sol tormenti,
fin quando si è reciproci, presenti,
finché non è dovuta alcuna imposta.

È tutto ormai più lieve, senza pesi,
son giunto forse finalmente a casa?
È questa la dimora tanto ambita?

O forse arriveranno, anche inattesi,
dei doni da una mente non pervasa
da pene, che a ballar ancor m’invita?

Troverete altre poesie sulla mia prima raccolta “Espiazioni Criptiche”, disponibile su Amazon.

Terrazzo

Continuo perder pezzi in questa vita,
uscite e nuovi ingressi inaspettati,
e sento l’alma mia non più rapita.

Erbacce, rami secchi già estirpati,
lontano da quei giochi di palazzo,
da feste e convitati avvelenati.

Dissolvasi ogni tossico intrallazzo,
mi godo l’aria fresca sul terrazzo.

Troverete altre poesie sulla mia prima raccolta “Espiazioni Criptiche”, disponibile su Amazon.

Gelo Federale

Forse taluni di voi speravano che la pubblicazione del mio libercolo di poemi avesse stemperato il mio caratteraccio, avesse “smussato i miei spigoli”, no? Com’è che dite voi, che mi fate sempre schiantare dalle risa, quando raccontate dei vostri rapporti di coppia, di quanto siate in grado di cambiare reciprocamente e di migliorare stando insieme, quando in realtà siete gli stessi miserabili di vent’anni fa, che sono riusciti nei primi mesi a omettere i propri orrori, per poi farli emergere di colpo quando era troppo tardi ed eccovi qua, quattro lustri son trascorsi e avete al vostro fianco il pantofolaio di sempre maniaco del controllo che va ancora da sua madre che ha le chiavi del vostro appartamento per farsi fare una lavatrice e l’isterica scontenta e lamentosa perennemente innamorata di suo padre che si sente sempre in diritto e non fa mai niente per niente, ma ciò non ha alcuna importanza, quando si sculetta fischiettando indossando un pigiamino di flanella mentre fuori ci sono meno dieci gradi e c’è la neve e fa veramente un freddo fottuto in questa gelida repubblica federale, uno di quei freddi che trasformerebbe i vostri già mediocri pistolini in miserrimi chicchi di riso, in acini d’uva passa, raggrinziti e introvabili, trascurabili, esattamente come il segno che non lascerete mai in questa vita talvolta amara, ma talvolta anche gioiosa, perché no.

A proposito di segni non lasciati, ben sette copie del mio pessimo libro sono state vendute e questo è già un successo. Invero sono anche io la fichettina secca bersaglio delle mie invettive contro voi altri, perché sì, non lascerò un segno neppure io, siamo tutti sorelle e sorelli accomunati da contraddizioni e da ferite che tornano a bruciare inaspettatamente, facendoci comportare in maniera bizzarra e imprevedibile il più delle volte, ed è proprio per questo che non possiamo fare altro che volerci bene e provare a fare almeno un pezzo di strada insieme, darci qualcosa a vicenda per poi proseguire in questo assoluto non senso a cui cerchiamo di dare un senso.

Comprate il mio libro e recensitelo, razza di buzzurri! 🥰😍😘

https://www.amazon.it/Espiazioni-Criptiche-Dino-Veniti/dp/B0BNZQP1B6/ref=mp_s_a_1_1?crid=PI6M31PZTU63&keywords=espiazioni+criptiche&qid=1670963597&sprefix=espiazioni+criptiche+%2Caps%2C632&sr=8-1

Espiazioni Criptiche – Raccolta di Poesie di Dino Veniti

Cari amici e care amiche,

per una volta scriverò un post serio. Vi avevo accennato che ero stato contattato da una casa editrice per provare a pubblicare alcune delle mie poesie e vi avevo chiesto un parere in merito. Viste le risposte non troppo numerose, abbiamo deciso, di comune accordo e molto cordialmente, di non procedere al momento con questa collaborazione, visto che i numeri sarebbero stati probabilmente troppo esigui.

In ogni caso, non mi sono dimenticato di quei pochi che hanno espresso il loro interesse nel vedere pubblicata una mia raccolta poetica e ho deciso di tentare l’esperimento dell’autopubblicazione.

La mia prima raccolta di poesie, “Espiazioni Criptiche”, è disponibile su Amazon al seguente link:

Ci tengo a ringraziare Erica Candelori per la prefazione e per l’attenzione che ha dedicato alla lettura e all’analisi di questa raccolta.

Non sono molto soddisfatto dell’impaginazione, confesso. Cercherò, per il prossimo anno, di pubblicare una nuova edizione perfezionando il tutto. Perdonatemi, ma è un primo esperimento.

Grazie a quei pochi che da sempre esprimono un sincero interesse per i contenuti di questo blog e di questa pagina!

Poesie

Cari utenti e care utentesse,

Sono stata contattata da una casa editrice nazionale che ha trovato molto interessanti alcune delle mie poesie che a suo tempo avevo anche pubblicato in questa sede.

A quanto pare, il libro potrà andare in preordine, ma occorrerà acquistare settanta copie in un mese e mezzo, affinché possa essere pubblicato ufficialmente.

Che ne dite? Sareste disposti a darmi una mano per raggiungere questo obiettivo? 🥰😍😘

Autunni Teutonici

L’autunno è entrato ormai di prepotenza qui in terra teutonica e il mio animo non può far altro che rallegrarsi, crogiolarsi nella letizia cagionata da cieli grigi, temperature basse, piogge improvvise, altro che questo cosiddetto “sole”, che tanto vi manda in sollucchero, voi italiani e italianesse in continuo bisogno di luce, incapaci di tollerare l’ombra, eterni Giovanni Drogo rinchiusi nella vostra fortezza Bastiani, per citare il buon Dino Buzzati, in attesa dell’occasione che vi cambierà la vita, e intanto il tempo scorre, vi sfugge di mano, avete perso invero già una montagna di occasioni professionali importanti, amicizie promettenti e profonde, possibili amori, che avete barattato nel nome della vanità, del controllo e del potere sul prossimo, concedendovi agli altri in maniera avara e meschina, seccati, quasi a concedere un favore con magnanimità, perché sai com’è, “purtroppo ultimamente sono sempre così incasinato, ma appena ho tempo mi faccio vivo, anzi, prova anche tu a farti sentire, prima o poi rispondo” e procedete così, soli come cani, senza nessuno al vostro fianco benché circondati da gente odiosa, i giorni passano sempre uguali, e sperate che le cose andranno meglio, tanto siete ancora giovani, ma il vostro corpo invecchia, l’abitudine diventa rassicurante, comoda prigione, e la sognate comunque, la grande occasione, la svolta, mentre i treni passano di continuo e non osate salire su uno che sia uno, al caldo della vostra inconsapevole mediocrità, rifugiati nei vostri cosiddetti “smartphones”, nei vostri libri, nelle vostre serie tv, pur di stare lontani dalla realtà, con la quale presto o tardi farete i conti.

Questa l’amara constatazione, una società di individui affamati e al contempo terrorizzati dall’amore, penso io stessa a quanto non abbia nessuna amica e nessun amico, presa come sono a preoccuparmi unicamente di insinuarmi nella testa e nel cuore di un uomo, il quale, una volta preda del mio fascino, mi stuferà e avrò solo voglia di passare alla prossima vittima, mentre compiaccio le mie migliori amiche che altro non sono che potenziali rivali che potrebbero mettere in ombra il mio fascino.

Cristo, che pena che facciamo.

Parliamo d’amore

Vedo un gran parlar d’amore qui sulle reti sociali, tra una faccia di cazzo e l’altra accompagnata da qualche orrida didascalia del tipo “Metti una sera da…”, “La mia personale versione di…”. Sorrido sempre quando leggo contributi rivolti contro l’uno o l’altro sesso, responsabili di illusioni, di chissà quali atroci sofferenze nei vostri riguardi. Mai, dico mai, una Cristo di un Gesù di autocritica, un’assunzione di responsabilità netta, qualcuno che dichiari apertamente di essere stato scaricato e di esserselo meritato per essersi comportato da parassita e da succhiavita emotivo, da lamentoso e da scontento, alla ricerca continua di quel padre e di quella madre irraggiungibili negli occhi di colui o colei che saranno la prossima vittima su cui riversare addosso la vostra discarica emotiva, alla disperata caccia di un sollievo dal vostro dolore esistenziale che non arriverà mai, zoppi alla ricerca di altri zoppi con cui imparerete solo a zoppicare, coglioni e coglionesse pretenziosi, infantili, perenni ragazzini che non hanno mai tagliato il cordone ombelicale, terrorizzati dall’idea di restare da soli, per non dover guardarsi allo specchio e dirsi una volta per tutte: – Sì, è vero, faccio veramente schifo al cazzo…

Cari italiani e care italianesse, fatevene una ragione: l’amore, molto semplicemente si esaurisce, spesso senza neppure un motivo. A un certo punto, chi sarà al vostro fianco non vi dirà più nulla, diverrà insipido e incolore, banale e noioso, spesso a causa dell’incapacità di saper mantenere un pizzico di mistero e ambiguità, di esser divenuto troppo scontato e prevedibile. Molti di voi continueranno a stare insieme, affidandosi unicamente al terrore della solitudine e ai sensi di colpa, incapaci di guardare oggettivamente le cose per ciò che sono, trasformandovi in una di quelle coppie di coglioni che passano le cene tra amici a punzecchiarsi e a umiliarsi a vicenda, rapporti vuoti e privi di profondità che costituiscono uno spreco di energie, vite buttate nel grande raccoglitore dei falliti e pecoroni che non siete altro.

Insomma, per concludere, e mi rivolgo a noi donne soprattutto, imparate a starvene per i cazzi vostri e a darvi degli obiettivi, senza ostentare questo patetico femminismo che altro non è che una forma di isteria collettiva che serve ancora una volta a trovare un colpevole fuori di noi, e guarda caso poi a vincere elezioni in Italia e anche all’estero, ad avere posti di rilievo nel settore aerospaziale, sono proprio donne che non hanno affatto avuto bisogno di elemosinare nulla, ma ho la sensazione che un discreto mazzo se lo siano fatto.

Buon fine settimana.